Il mercato sta con Scaroni
Il pragmatismo del mercato batte il populismo del Tesoro. L’assemblea dell’Eni, che ieri sera ha approvato la nomina di Emma Marcegaglia a presidente del gruppo, ha bocciato l’introduzione nello statuto della “clausola di onorabilità” richiesta dal ministero dell’Economia in nome di una demagogia forcaiola. Gli azionisti – sembra soprattutto i fondi stranieri – hanno fatto mancare la maggioranza dei due terzi necessaria per sancire l’ineleggibilità e la decadenza automatica degli amministratori privi dei requisiti di onorabilità pretesi dal governo.
15 AGO 20

Il pragmatismo del mercato batte il populismo del Tesoro. L’assemblea dell’Eni, che ieri sera ha approvato la nomina di Emma Marcegaglia a presidente del gruppo, ha bocciato l’introduzione nello statuto della “clausola di onorabilità” richiesta dal ministero dell’Economia in nome di una demagogia forcaiola. Gli azionisti – sembra soprattutto i fondi stranieri – hanno fatto mancare la maggioranza dei due terzi necessaria per sancire l’ineleggibilità e la decadenza automatica degli amministratori privi dei requisiti di onorabilità pretesi dal governo. E’ una piccola rivincita per Paolo Scaroni il quale infatti ha commentato: “Avevo già detto che nessuna società al mondo ha una clausola di questo tipo e siccome il mondo sono i nostri azionisti, si sono espressi”. Ma, al di là [**Video_box_2**]della reazione dell’ex amministratore delegato, che proprio a causa di questo vincolo è uscito dalla corsa per il rinnovo, a tirare un sospiro di sollievo sono tutti i soci del Cane a sei zampe e, indirettamente, delle altre società pubbliche italiane (che nelle scorse settimane avevano trovato l’autorevole sponda del Wall Street Journal). La clausola di onorabilità non è solo un’intrusione pericolosa nella vita di una società: lo è particolarmente nel nostro paese, che certo non è famoso per l’equilibrio e il rigore della magistratura. L’Eni non è il giocattolo del ministero dell’Economia, ma un’azienda privata, sul mercato, che appartiene ai sottoscrittori delle sue quote: se questi vogliono affidarne la guida a individui con un identikit diverso da quello tracciato dall’esecutivo, quest’ultimo (al di là dell’utilizzare diversamente i suoi diritti di voto) dovrà renzianamente farsene una ragione.